É da un po’ che voglio scrivere di questa foto di Red, e oggi finalmente ho trovato l’ispirazione per farlo. Io amo tutti gli scatti di Red, sono i suoi, sono i nostri, della nostra Bottega, ma è anche normale che abbia un mio gusto personale, quindi ci sono scatti che mi piacciono di più rispetto ad altri. Questa foto, senza alcun dubbio, la metto nella mia “top five”.
Ci sono così tanti dettagli in questa fotografia che passerei ore a guardarla.
La prima volta che Red mi ha fatto vedere questa sua creazione ho pensato è: “sembra un dipinto”.
A voi non pare? Ha questi colori che sembrano quasi stesi dalla mano di un pittore iperrealista, danno l’impressione di essere come ovattati. Sono perfetti e definiti sulla parte bassa della foto, per poi andare a sfumarsi man mano che si arriva verso il cielo.
È come se il Cervino fosse avvolto da una foschia, da un alone che gli dona un’aria ancora più misteriosa.
Adoro come alla base del Cervino, nella parte destra della foto, la neve ha un aspetto uniforme, morbido, un velo perfetto su cui gli sciatori sono liberi di muoversi e scendere e risalire sulle piste. Si vedono, se guardate bene, tante piccole macchioline nere sotto i pali degli impianti di risalita. Macchioline che si godono la loro giornata sulla neve.
Nella parte a sinistra, dove c’è la cresta del Furggen, invece la roccia è più dura, più spigolosa, più ripida, e il marrone della roccia riesce a emergere dal manto di neve.
Ma la parte che mi fa impazzire di questa foto è dalla metà in su. Mi spiego meglio. Dalla metà della foto prende forma il Cervino, che quel giorno non si è nascosto nonostante le nuvole. Ricordatevi che io vi parlo non come una esperta conoscitrice del mondo di montagna, ma quello che posso dirvi è che io adoro questo monte nello specifico perché è solitario. Nel senso che lui spicca nettamente dal resto della catena montuosa. Le alpi coprono circa 1300 km di lunghezza, e sono composte da tante e importanti vette conosciute in tutto il mondo, ma il Monte Cervino è l’unico che ha la sua forma perfetta, definita, che si prende tutto lo spazio che gli serve dai monti che ha vicino per creare la sua inconfondibile figura. Se chiedete a un bambino di disegnarvi una montagna, lui la disegnerà con la forma del Cervino.
Ma continuiamo a salire nella foto, così finalmente arriviamo alla mia parte preferita.
Il cielo.
Questo cielo lo si può interpretare come si vuole: c’è della luce sulla neve, quindi sicuramente il sole riesce a farsi spazio tra le nuvole, ma di base è composto da infinite sfumature di grigio e le nuvole sono bianche, cariche di neve. Soffermatevi su queste, sulle nuvole. Sembra che la foto a tratti sia macchiata, ma non è così: sono i fiocchi di neve catturati dall’obbiettivo. Luccicano e fanno brillare le nuvole. Sono tanti piccoli diamanti che cadono dal cielo.
Questo scatto mi piace sopratutto perché più lo guardi e più riesci a cogliere dettagli che con uno sguardo veloce non noteresti. É come se il cielo volesse regalare i propri diamanti solo a chi trova il tempo per ammirarne tutta la sua bellezza.
