Avete mai provato a pensare a quanto possa essere emozionante ammirare l’orizzonte? Nell’immaginario comune, sedersi in riva al mare, o in mezzo a un prato e perdersi nella linea che il panorama ti regala è associato al senso di libertà che si prova. Come contraddire? Non si può…ma voglio raccontarvi di questa panoramica di Red: l’orizzonte che vediamo noi tutti i giorni.
Questa foto è stata scattata una mattina all’alba, e per una volta posso dire che quella mattina, in quel preciso momento, c’ero anche io. Sono riuscita a vedere questo spettacolo dal vivo, e vi posso assicurare che è da togliere il fiato.
Quella mattina c’era la competizione del Mezzalama, la gara di sci alpinismo in cui, come vi ho già raccontato, degli atleti sovrumani percorrono circa 40 chilometri tra freddo, neve, gelo, cordate e sci un po’ ai piedi e un po’ sulle spalle con non so neanche più quanti metri di dislivello. Quella mattina ci siamo svegliati circa alle quattro per filmare e fotografare la partenza. Ovviamente Red fotografava e io mi lamentavo per il freddo, ma questa è un’altra storia. In ogni caso, fra un gelone e l’altro, arriviamo a Plan Maison ( 2500 e passa metri ).
L’emozione è stata più forte del freddo.
Nonostante tutta la gente che era salita per vedere la gara e seguire gli atleti, ricordo che c’è stato un momento di surreale silenzio. Per la prima volta, dopo tanti anni che salgo a Cervinia, mi sono davvero soffermata a guardare il panorama.
C’era una luce incredibile. Una luce che si appoggiava e accarezzava le vette e gli donava una sorta di morbidezza. Riusciva a rendere delicati gli spigoli delle montagne per definizione così impervi. Eppure, per quanto per me fosse tutto perfetto, Red non ha scattato immediatamente. Sosteneva che doveva arrivare il momento giusto. Era “teso” perché un momento prima la foto sarebbe venuta troppo buia, e un momento dopo ci sarebbe stata troppa luce e non avrebbe ottenuto quell’effetto incantato. Poi, in un secondo, eccolo. CLICK. Lo scatto è arrivato. L’artista è lui ovviamente, io mi limito ad ascoltare e assecondare quello che dice, ma in effetti, ha beccato quella frazione di secondo perfetta.
Quando guardo questa foto, oltre a vederne la pura bellezza, mi ritorna in mente la sensazione di quella mattina. È incredibile quanto sia forte il potere di una fotografia, quanto riesca a farti scaturire emozioni legate a ricordi che pensavi di aver lasciato da soli in qualche angolino remoto della mente, e invece eccoli lì, che in un solo sguardo riaffiorano. Ti travolgono. Quando guardo questo scatto sento di nuovo il silenzio di quel momento, sento l’aria fredda sulla faccia, e sento quel battito che salta per l’emozione.
La fotografia è anche questo, e non smetterò mai di dirlo. É il ricordo di un momento.
La montagna è una linea, un disegno della Terra che ti leva quel pezzo di cielo che altrimenti potresti ammirare. Ma se una parte di cielo non riesci vederla, è solo perché la Terra di dona qualcosa di ancora più magico con cui riempirti gli occhi.
