La foto del giorno è questa. Sono due alpinisti in cordata di cui uno, ebbene si, è cascato in un buco. Ora, tutto bene per quei due alpinisti, sono tornati tutti a casa con in più l’aneddoto di quando l’amico è finito nel buco. Quindi la morale è: bella giornata, faticosa, con qualche inciampo, ma alla fine comunque decisamente soddisfacente.
Vi voglio raccontare di come, a volte, il mio umore sia così. (Sempre in ambito della Bottega ovvio! Non vi annoierò con paranoie e dubbi esistenziali personali!).
In Bottega, come ormai sapete, io e il mio compagno Red, nonché creatore di tutte le nostre foto, lavoriamo insieme. Piccola parentesi, so che dovrei essere più professionale e chiamare il fotografo protagonista con il suo nome, Gianluca, ma proprio non riesco. Sarebbe come chiamare la propria mamma con il nome di battesimo e non “mamma”, quindi non lo farò. Ricordatevi che Red è Gianluca Gobbi! Chiusa la parentesi.
Comunque, vi stavo raccontando che io e Red lavoriamo insieme: lui la mente che partorisce idee e foto stupende, e io il braccio, che si occupa del contatto col cliente, delle spedizioni, della contabilità ecc… Devo dire che siamo una squadra che funziona. Abbiamo creato un bell’ingranaggio.
Voi direte: “beh dai, fate foto e le vendete, non ci vuole mica Einstein”
Eh eh, bravi voi!
Per la maggior parte delle foto vendute fortunatamente è vero, ma ci sono dei giorni che ti fanno sentire come l’alpinista nel buco.
Una volta in particolare è successo che io e Red ci siamo sentiti sia moralmente che fisicamente come il povero alpinista. Ora vi spiego cosa è successo, che col senno di poi è anche una storia divertente.
Un giorno entrano in Bottega dei clienti interessati a un paio di foto, ma un po’ confusi su effettivamente dove piazzarle in casa, quali nel dettaglio, e anche quante. Insomma, poche idee e tutte confuse! Va bene, non c’è problema, siamo qui apposta anche per consigliare!
Io e Red solitamente aiutiamo a capire quali potrebbero essere gli spazi giusti e quali potrebbero essere i colori che meglio si sposano con il resto della casa in modo da dare armonia al tutto, poi ovviamente la scelta definitiva arriva al cliente.
Con questa coppia un po’ indecisa su tutto, io e Red ci impegniamo a creare dei rendering che spaziassero tra più possibilità, in modo che loro potessero farsi un’idea molto verosimile di come sarebbero venute le foto in casa. Ci mettiamo sempre tanto impegno perché in render vengano bene, anche perché ne va della nostra vendita. Più una persona riesce a immaginarsi la foto sulla propria parete, più sarà invogliata a comprarla, quindi hip hip per noi!
Beh, cosa succede: a questa coppia piacciono molto le nostre idee, e in particolare quella in cui avevamo piazzato due foto sulla parete in sala. Queste foto, credetemi, stavano oggettivamente davvero bene! Sembravano pensate apposta!
Era fatta, le foto praticamente erano già piazzate…CIT.
Mi arriva un messaggio pochi giorni dopo con scritto: “ci piacerebbe poter vedere le foto fisicamente sulla parete, noi però ci siamo solo domani mattina, va bene per voi?”
Il giorno dopo era prevista LA NEVICATA DELL’ANNO.
“Bene per noi, non è un problema, alle dieci siamo lì” Che fai non va? Certo che ci andiamo!
Maledetti masochisti che siamo, però oh, abbiamo appena aperto, dobbiamo farci conoscere, è giusto che ci sbattiamo anche un pò.
Niente, l’indomani arriva, e il fiocco di neve più piccolo che cadeva dal cielo era grosso come una pallina da golf. Ottimo. L’unico modo è imballare perfettamente le foto e caricarle sul furgone anche per fare 200 metri. Non potevamo andare a piedi, le foto si sarebbero riempite di neve. Quindi nulla, imballiamo e carichiamo.
Per voi che leggete sicuramente conoscete Cervinia, e quindi sapete come sono le nevicate, quelle vere! Se ci fosse qualcuno che Cervinia non la conosce, vi assicuro che non esiste mezza via, quando nevica, lo fa seriamente!
In pratica per fare 200 metri di strada ci abbiamo messo circa 20 minuti, tra spazzaneve, gente in mezzo alla strada e addirittura camion degli spurghi. Finalmente arriviamo, scendiamo dal furgone con la neve fino a metà polpacci, e scarichiamo le foto. Dopo un pezzettino a piedi contornato da neve negli occhi e dita completamente congelate, arriviamo al tanto agognato portone. Citofoniamo. “Salite, siamo al primo piano”.
Grazie a Dio! Almeno ci risparmiamo le scale. Insomma arriviamo in casa della coppia, sballiamo le foto e le posizioniamo sul muro così finalmente avrebbero visto che dal vivo erano ancora più fighe! Per circa venti minuti siamo andati avanti così: “Mmm si, provate un po’ più in su…mmmm provate un po’ più vicine….mmmm provate a invertirvi…”
Ahhhh che male alle braccia! Sono foto grosse in alluminio! Io ho una una fantastica prestanza fisica da pettinatrice di bambole…mi facevano male muscoli delle braccia che non sapevo neanche di avere!
Alla fine arriva la fatidica frase: “le foto sono molto belle grazie, ma ci pensiamo un attimo”
Eccolo qui!! L’alpinista nel buco!
Io e Red siamo tornati in Bottega, abbiamo riappeso le foto al proprio posto, e basta, mai più nessuna notizia dalla coppia.
Questo è quello che intendevo all’inizio: la giornata è comunque bella, intensa, piena di esperienza, in salita, faticosa, fallimentare a tratti se ti ritrovi nel buco.
Ma poi succede che da quel buco ci esci, e torni a casa soddisfatto di te stesso perché hai imparato a uscire dai crepacci.
La nostra Bottega, io e Red, siamo così. Ancora all’inizio è vero, ma consapevoli di quello che stiamo facendo e con un sacco di cose ancora da imparare. E comunque, anche se uno dei due dovesse finire nel buco, c’è l’altro in cordata a tirarlo fuori!
Con questo vi saluto dicendo solo una cosa: le foto su quella parete stavano da paura!
