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Un giorno Gianluca mi ha detto:

“Per me la composizione fotografica è un sogno, è qualcosa che dovrebbe essere così nella realtà. Vorrei far vedere quello che non esiste ma che vedo io.”

Penso che non avrebbe potuto usare parole migliori. Quello che troverete in questo Blog è quello che i miei occhi vedono quando guardo le foto di Gianluca. Sono racconti in cui l’immaginazione è la protagonista, e in cui, spero, ogni persona possa trovare l’ispirazione per ammirare le fotografie con occhi nuovi e sognanti.

IL SUONO

3 Aprile 2026

La foto del giorno è il Breithorn. Voglio raccontarvi di questa foto perché è una tra quella con la storia più particolare. In questa foto, oltre a tutto il lavoro di produzione, sono state anche applicate delle pennellate di colore. Se la guardate bene sembra che l’intera montagna si stia muovendo. Questo effetto è dato sia dalle sfumature create con l’obiettivo della Sony di Red, sia dalle pennellate. 
Il fatto che un’intera montagna sembri muoversi in una foto lo trovo già di per sé un particolare incredibile. Qualcosa di così possente e ancorato alla Terra che sembra spostarsi è qualcosa che si fa fatica a immaginare.
La prima volta che Red mi ha fatto vedere questa foto ho pensato che volesse descrivere come, nonostante sembri impossibile, tutto è in continuo mutamento. La Terra, le montagne, i ghiacciai, sono in perenne, anche se impercettibile, movimento.
Da questa foto io percepisco la delicatezza e la precarietà che anche le montagne possono avere. Dallo scioglimento dei ghiacciai, dalle cascate che si creano, dalla roccia sgretolata dal vento, la montagna non è mai la stessa, cambia ogni giorno. 
Questo è uno dei motivi per cui trovo la fotografia magica: riesce a regalarti e a imprimere un momento che, con tutta probabilità, non tornerà mai più esattamente identico.
Bello vero? Profonda sta ragazza penserete.
Ecco, della mia interpretazione non ci avevo azzeccato nulla! Non che fosse sbagliata, ma quella di Red viaggiava su binari diversi, paralleli sì, ma diversi.
Ora ve la racconto.
Tutto il suo studio per questa foto si basava sul suono.
Sul suono? Come fa una foto a farti sentire un suono? Appena ve lo avrò spiegato vi prometto che lo sentirete anche voi!
Durante la settimana del Cervino che si tiene a metà Luglio, Red ha conosciuto uno scienziato francese che da tanti anni vive in Norvegia. Questo scienziato studia lo scioglimento dei ghiacciai e, con l’aiuto di un tecnico del suono, ha piazzato sode nei ghiacciai fino a 300 metri di profondità. Quando Red ha sentito cosa erano riusciti a registrare ne è rimasto folgorato. Mi ha descritto quel suono come se fosse il rumore di una grande città, come se si sentisse il frastuono del traffico. È incredibile a pensarci. 
Piccolo aneddoto: c’è stato un momento prima dell’apertura della Bottega in cui Red voleva e insisteva per mettere questi suoni come sottofondo. Ora, grazie al cielo, gli ho fatto cambiare idea. Suggestivi è, ma immaginatevi di sentire un ghiacciaio in perenne movimento tutto il giorno, tutti i giorni….
Comunque, sto divagando. Il punto è che voleva che la sua foto parlasse, cantasse con la voce del ghiaccio. Se la osservate attentamente, quel movimento creato dai colori e dalle sbavature richiamano l’idea del vento.
Il suono è formato da onde, ma queste linee dritte mi fanno pensare a un rumore continuo, infinito, di qualcosa che non può essere fermato. 
Quello che posso dirvi è che il modo in cui ognuno di noi “legge” una foto è a prescindere giusto, ma quando ti viene raccontato quello che c’è dietro a tutto il lavoro, è bello poter vedere e riuscire a cogliere qualcosa che non avevi notato. 
Io continuerò a vederci la montagna che si muove, ma ora ne sento anche il suono.
La montagna ha la sua voce, la sua melodia, il suo canto, e tutti, se ascoltiamo attentamente, riusciremo a sentirla.